Falanghina mon'amour! - giovedì 30 aprile 2015


Quando si parla di Falanghina dei campi flegrei viene l'acquolina in bocca. Non peraltro per la sua spiccata acidità territoriale e per la sua personalità sapida che ne caratterizza il palato. Il naso poi, andando per ordine inverso come descrittori organolettici, vive di quei profumi di mare e di terra: ginestra, fiori di campo, fruttuosità acerba, e quelle note minerali flegree. Bevuta giovane, poi, mette in risalto tutte queste caratteristiche in sintonia con il clima e la gastronomia a cui si va incontro: la primavera con i primi salumi, formaggi, bevute campestri. E poi l'estate, il mare, e la sua ricchezza, pesce azzurro, crostacei, frutti di mare, cucinati come sauté o impiattato in abbinamento alla pasta: ne citiamo uno, il classico dei classici, spaghetti ai frutti di mare.

La Falanghina dunque, il nostro amore flegreo, la nostra "fidanzata gastronomica", con cui passeggiare, tra mare e terra, tra terra e mare.